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Osservatorio
linguistico della Svizzera italiana (OLSI)
BILINGUISMO
IN FAMIGLIA
Indicazioni di
base per favorire l`acquisizione e il mantenimento di due
lingue
In questo breve
documento sono riassunte le conoscenze principali relative
al fenomeno del bilinguismo in famiglia. Lo scopo di questo
opuscolo è quello di aiutare i genitori di famiglie bilingui
(intese sia come famiglie in cui siano presenti due lingue
differenti dei genitori che come famiglie aventi una lingua
differente da quella del luogo) a trasmettere ai propri
figli entrambe le lingue disponibili.
Sfruttare il
potenziale
Lo scopo dei
genitori deve essere quello di poter sfruttare il potenziale
dato da un lato dalla disponibilità di due lingue in famiglia
e dall’altro lato dalla capacità del bambino di acquisire
contemporaneamente più di una lingua e di crescere quindi
con due lingue materne (v. cap. I e in particolare § 1.1)*.
Facilità e utilità
del bilinguismo
Contrariamente
a quanto normalmente si suppone il bilinguismo per il bambino
non è né difficile né problematico né, tantomeno, condannato
all’insuccesso. Anzi, molto spesso la scelta bilingue è
quella che meglio permette di conoscere le due lingue, risolvendo
l’incertezza di fronte alla quale il bambino altrimenti
si potrebbe trovare. Inoltre mentre lo stato attuale della
ricerca ha potuto dimostrare che non esistono svantaggi
cognitivi o di sviluppo generali derivanti dalla pratica
del bilinguismo, si è ormai d’accordo nel sostenere che
quest’ultima addirittura porti dei vantaggi cognitivi in
alcuni settori specifici (§ 1.14)*
Normalità del
bilinguismo
Lo sviluppo
del bambino bilingue è fondamentalmente parallelo a quello
del bambino monolingue e segue le stesse fasi e modalità,
con la particolarità che il bilingue acquisisce contemporaneamente
due lingue invece di una sola ( § § 1 .2, 1.7-1.13, e 3.1)*.
Anche la presenza
di fenomeni di commistione di lingue nel prodotti del bambino
(il cosiddetto 'mischiare le lingue') va relativizzata.
Questi fenomeni infatti costituiscono o stadi transitori
(che tendono a sparire nel corso dello sviluppo) o hanno
carattere discorsivo (cioè si tratta di usi strategici e
motivati da parte del parlante della sua competenza bilingue
per riuscire a esprimere in modo ancora più funzionale ciò
che egli vuole dire; cfr. cap. 2)*.
Tre fondamenti
Date queste premesse,
è importante sapere che ci sono delle circostanze che favoriscono
lo sviluppo bilingue.
Queste circostanze
sono collegate ad una serie di fenomeni di base, dai quali
a loro volta derivano anche le strategie adottabili dai
genitori per incrementare la possibilità di successo (§
3.2)*.
Fondamentalmente
occorre che il bambino sia motivato a imparare entrambe
le lingue e che egli abbia Ia possibilità oggettiva di farlo.
Siccome imparare due lingue per il bambino è naturale, lo
sviluppo linguistico deve avvenire in modo altrettanto naturale
e non come una forzatura o un punto di frizione nella vita
quotidiana con i genitori.
Questi principi
sono riassumibili con tre termini, che devono caratterizzare
il rapporto del bambino con entrambe le lingue (§ 3.3.1)*
POSSIBILITÀ,
NECESSITÀ, PIACERE
Possibilità
Occorre fornire
un ambiente linguisticamente ricco, cioè con molte occasioni
di contatto con le differenti lingue. E utile distribuire
gli usi rispettivi delle lingue o in associazione alle persone
(con ii cosiddetto principio ‘una persona - una lingua’
dove per es. il padre parla sempre una lingua e la madre
l'altra) o in base alle situazioni (per es. distinguendo
tra lingua della famiglia e lingua esterna, o in altri modi,
ma assegnando sempre ambiti precisi e equivalenti alle lingue).
Necessità
Si deve rendere
utile e inevitabile il bilinguismo r imanendo coerenti e
costan t i nei comportamenti scelti e mettendo per es. il
bambino a confronto con persone e ambienti monolingui (con
i quali sia necessario e indispensabile l'uso di una sola
lingua).
Piacere
Tutto deve avvenire
nel rispetto del bambino, ciò che viene detto è più importante
di come lo si dice. Tanto più le lingue saranno collegate
ad attività e sensazioni piacevoli quanto più alta sarà
la probabilità di successo.
Attenzione alle
interpretazioni
Una buona parte
dei nostri comportamenti sfugge alla nostra consapevolezza
e specialmente nei casi in cui gli esiti dell’educazione
bilingue stiano andando in una direzione diversa da quella
voluta ci si deve perciò interrogare sulle ragioni e sul
proprio ruolo in quest mutamenti. In modo particolare in
quei casi in cui i bambini sembrano rifiutare una lingua
ci si deve chiedere quali possano essere le ragioni di questi
comportamenti e soprattutto occorre reagire non adattandosi
completamente alla nuova situazione. Spesso i bambini non
si stanno che adattando ai nostri comportamenti incoerenti.
Attenzione agli
stereotipi fuorvianti
L'educazione
bilingue inizia con l’analisi delle circostanze.
Quasi tutto
è possibile, ma non tutto lo è nella stessa misura e, soprattutto
l’ostacolo più grande è costituito di solito dagli stereotipi
e dalle credenze negative, come per esempio quel a che i
bilingui inizino in ritardo a parlare o che non parlino
nessuna lingua in modo corretto, o che abbiano svantaggi
cognitivi, o che sia utile acquisire in modo completo una
sola lingua prima di iniziare con la seconda, ecc. Questi
stereotipi che non hanno fondamento nella realtà, influenzano
tuttavia negativamente i genitori.
Nessuno è in
grado di garantire il successo, ma è indubbio che le probabilità
siano molto grandi e che quindi valga ia pena di provare.
Un investimento
che vale la pena di fare
Al di a di tutti
i consigli che si possono dare, e che devono sempre essere
applicati con riserva e mai in modo dogmatico, il compito
ultimo ed utile è quello di far si che ogni lingua abbia
una sua presenza, un suo senso e una sua necessità sociale,
che ogni lingua venga rivestita di un valore affettivo positivo
e che l’essere bilingue assuma per il bambino una valenza
positiva.
L’osservazione
consapevole dei propri comportamenti, di quelli dei bambini,
e delle proprie interpretazioni è fondamentale. In generale
vale la pena di tener presenti alcuni punti fondamentali
che riassumiamo qui di seguito (§ 3.3.2)* e che possono
aumentare le possibilità di successo:
Alcune regole
di base
- prima delle
lingue deve venire il bambino, e l'educazione bilingue deve
essere collegata ad un piacere che il bambino associa alle
lingue;
- le circostanze
esterne negative possono essere `combattute' con comportamenti
appropriati e soprattutto costanti;
- la separazione
funzionale delle lingue (cioè l'associazione a persone o
contesti differenti) è un aiuto per il bambino e per i genitori
(anche perché abitua entrambi a usare in modo separato le
lingue);
- se una delle
lingue è in posizione di svantaggio e si configura come
lingua debole, essa va rinforzata con un maggiore investimento
(parlandola di più, associandola a nuove situazioni, ecc.)
e specialmente il genitore che veicola questa lingua deve
mantenerne l’uso in modo costante e consapevole;
- il bilinguismo
è dinamico: occorre fare attenzione alle varie fasi nel
comportamento dei bambini e al modo in cui vi si reagisce.
Ogni mutamento nelle c i r c o s t a nze extralinguistiche
può portare ad un mutamento nei rapporti tra le lingue e
modificarne i valori;
- è utile che
entrambi i genitori abbiano una buona competenza (almeno
passiva) in entrambe le lingue o che cerchino di impararle;
- è utile che
i genitori e l'ambiente più prossimo abbiano un atteggiamento
positivo verso il bilinguismo, verso le singole lingue e
verso i valori che ad esse vengono collegati;
- specialmente
se le lingue sono distribuite in modo complementare tra
il padre e la madre è importante che entrambi si occupino
intensamente dei figli, anche per quanto riguarda la lingua;
- uno stile
internazionale che sostenga la comunicazione dei bambini
(incentrato quindi sul bambino come interlocutore pienamente
accettato) aiuta lo sviluppo linguistico;
- la compresenza
di entrambe le lingue, apparentemente in modo non separato,
nel discorso del bambino rappresenta un fenomeno evolutivo
normale collegato allo sviluppo della competenza linguistica
e comunicativa. Essa costituisce o l’effetto di uno stadio
transitorio che sparisce col tempo o una soluzione occasionale
(che non intacca il sistema);
- è utile che
i genitori non cedano non appena uno dei figli non parli
più una della lingue o manifesti qualche difficoltà per
una di esse; spesso, anche qui si tratta di momenti transitori
che possono essere corretti con comportamenti coerenti da
parte dei genitori;
- il bilinguismo
può essere rinforzato da contatti con contesti e persone
monolingui della lingua debole, e in genere in contatti
con altre persone bilingui.
* Si rimanda,
per una trattazione più approfondita, al volume: «Famiglie
bilingui» di Bruno Moretti e Francesca Antonini, Locarno,
2000, Armando Dadò editore.
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