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ESPERIENZE...

Leggi, discuti, ti sfoghi, cerchi consigli, conforto…alla fine ti accorgerai che i primi mesi a Londra sono uguali per tutti.

C’e’ entusiasmo misto ad un sottile scetticismo, naturalmente legato al fatto di recarsi in un nuovo paese, con usi e costumi diversi ma soprattutto con una lingua diversa e la consapevolezza di lasciare un bellissimo paese che purtroppo, almeno al momento della decisione della partenza non offre molte possibilità professionali e/o forse di vivere come vorresti…perche’?...perche’ non hai uno spicciolo in tasca e ancora a 30 anni ti ritrovi nella casa paterna mantenuto da mamma e papa’.

L’Inghilterra attira, vuoi perche’ sia conosciuta come la capitale finanziaria e per come è strutturato il mercato del lavoro molto flessibile che noi italiani potremmo definire  “facile” , o per l’internazionalità della lingua (english takes you everywhere), o semplicemente per compiere una nuova esperienza non lontanissimi dalla nostra cara Italia.

Pertanto, per chi vive questo stato d’animo e questo interesse per l’inghilterra cosa fa? Con la consapevolezza di sapere cosa si lascia ma non cosa si trova...viiiaaaa di punto in bianco si abbandona l’Italia con la voglia di scoprire nuovi orizzonti rincorrendo il sogno di assurgere immediatamente ad una posizione da top manager a Canary Wharf (per chi non lo sapesse e’ il grattacielo piu’ alto di Londra) con una remunerazione finanziaria pari a £.120.000 all’anno.

ehm si stavate già sognando? SVEEEGLIA!!!

I primissimi consigli appena giunti in Inghilterra e magari le cose stanno andando un po’ male…quando ancora si puo’ riparare o recuperare, o meglio quando ancora siete al check in…insomma quando il peggio non è ancora arrivato:

Se decidi di viaggiare come un disperato con l’unica prospettiva di trovare un lavoretto umilissimo, per lo meno sappi che l’inglese deve essere ad un livello BUONO. E non fare il furbetto sostenendo che il tuo inglese e’ fluente, tanto prima o poi viene fuori (più prima che poi) con spiacevoli inconvenienti per l’imminente futuro.

Meglio la cruda realta’ che una cortese bugia, se non masticate almeno benino l’inglese il lavoro sarà duro trovarlo!

Meglio ancora:

Per evitare complicazioni e cadere nella disperazione, se arrivi a Londra gia’ con un lavoro in mano hai fatto bingo! In questo caso anche se non parli l’inglese con un perfetto accento oxfordiano non ha importanza…col tempo l’acquisirai!

La mia e’ l’ennesima storia di una ragazza italiana, stufa del lavoro da help desk in una banca italiana principalmente per l’assenza di prospettive di crescita professionale.

Due anni e mezzo fa, convinta dai miei genitori, ho abbandonato l’Italia con la motivazione di imparare meglio l’inglese…insomma, per acquisire punticini in piu’ sul curriculum, dopo una laurea in scienze politiche che al momento non mi dava i frutti desiderati.

Sono approdata in un paese vicino Birmingham, dove alloggiavo presso una famiglia come ragazza alla pari e nella quale onestamente mi sono trovata un po’ maluccio, vuoi per la mancanza di liberta’ ed indipendenza, ma soprattutto perche’ le bambine viziate avevano deciso di non ascoltarmi, di non seguirmi nel mio impegno quotidiano volto alla loro educazione e protezione. Lentamente ho capito che le bambine erano condizionate dalle pregresse esperienze negative avute con la precedente nanny inglese. La cosa gradatamente peggiorava giorno dopo giorno fino a culminare in dispetti infantili che proprio per il fatto di essere generati da bambini potevano assumere aspetti pericolosi, vista la mancanza di giudizio nel capire che alcuni comportamenti tipo nascondere le mie cose private,  passare a mia insaputa i pomeriggi nella mia camera da letto col gatto (cosa che mi provocava crisi asmatiche durante la notte) ed infine a mettere il colluttorio nel mio struccante per gli occhi, fossero atteggiamenti gravi e preoccupanti.

Ora raga’, non vorrei generalizzare la cosa, magari rimane una mia esperienza ma purtroppo sinceramente ne ho sentite di altre simili. Chiaramente conosco anche realtà diverse dove molte/i ragazze/i che vivono questo genere di esperienza si sentono come a casa propria e mantengono un bellissimo rapporto con la famiglia alla pari anche dopo aver terminato l’esperienza a distanza di anni.

In fondo riconosco che c’era anche qualcosa di positivo: la consapevolezza che comunque una casa, il cibo e una mancetta settimanale erano assicurati ma tornando al mio vissuto, cresceva in me la sensazione che questa esperienza non sarebbe durata a lungo…

In effetti, prematuramente questo rapporto di collaborazione è terminato con la seguente garanzia: soltanto una settimana di preavviso durante la quale per fortuna sono riuscita a riparare con un lavoretto in un ristorante della zona.

Contemporaneamente, ho frequentato per 9 mesi un “community college” che impartiva lezioni gratuite d’inglese ai cittadini UE, il quale mi ha dato la possibilità di frequentare anche altri corsi gratuiti tipo il First Aid i quali poi sono tormati utili in futuro.

Inoltre, dopo aver praticato per 13 anni ginnastica artistica ho pensato: perché non sfruttare la mia esperienza? e piano piano cresceva in me l’entusiasmo di insegnare quanto imparato fin da quando ero bambina. Mi sono informata presso una palestra vicino casa e cosi’ ho iniziato così a tappezzare i momenti morti della giornata allenando ginnastica volontariamente (cioe’ senza percepire alcun compenso). Tutto questo proprio in Inghilterra. Bella sfida!!!

Adesso posso dire che è stata una bellissima idea aver avuto questa iniziativa in un  settore, quello sportivo a me tanto caro. A volte ancora rifletto sul perché in Italia non mi è mai venuta in mente di fare una cosa simile? Sono giunta alla conclusione che ad ostacolare questa mia passione era semplicemente il fatto di essere intenta più a cercare un lavoro così detto “serio” che ad una mancanza vera e propria di un’iniziativa del genere.

Pensavo che tutti questi sacrifici sarebbero tornati utili in futuro, me lo sentivo! Nonostante il primo giorno mi fossi ridicolamente presentata con quadernetto e penna, preoccupata nel dover ricodare tutti quei termini nuovi...forward roll, cartwheel, chin up, spring board... col passare del tempo sentivo che il mio inglese migliorava e che acquisivo giorno dopo giorno maggiore “sicurezza” e dimestichezza con l’ambiente e la lingua, costretta (nel senso positivo del termine) a correggere i bambini senza nemmeno avere il tempo di pensare per un secondo.

Insomma, tornando un attimo indietro a quando prestavo lavoro come cameriera, tanto per continuare con la sfiga, il ristorante mi ha licenziato dopo essere dovuta scappare urgentemente in Italia per un’operazione complicata che mia mamma doveva subire.

Al ritorno, la decisione di spostarmi a Londra ed iscrivermi di nuovo all’università, ma stavolta ad un master pagato dalla mia famiglia, durante il quale mi sono ammazzata come potevo per vivere.

Mi sono affidata inizialmente alle le agenzie interinali, davvero molto utili. Ero arrivata ad avere soltanto 3 pound sul conto, dopo mesi e mesi di ricerca del lavoro tramite internet (che alla fine sono arrivata alla conclusione che non funziona) senza vedere l'ombra di una risposta….

Sono entrata in 3.000 agenzie, (fino a quando ho scoperto che quelle di periferia sono le piu’ fruttifere), nonostante anche qui l’esperienze negative non sono mica mancate:

Un giorno sono entrata nell'agenzia Brook Street a Holborn (agenzia collocata al  centro della citta'), nella quale vengo ricevuta da una ragazza molto self-confident, che sembrava si fosse dimenticata che la bocca e' anche capace di allargarsi  per plasmare un sorriso. Mi chiede "can I help you?" con un fare che le si leggeva in faccia che si aspettava la solita risposta dall'ennesima povera disgraziata senza lavoro. Insomma senza nemmeno aspettare che finissi la frase mi chiede da quanto tempo stessi lavorando in England e quale fosse il mio settore di specializzazione. La mia risposta e' stata “””da un anno ma ho sempre fatto lavoretti temporanei, cameriera, barista, baby sitter, receptionist..."”””La sua risposta e' stata:”””“non lasciare nemmeno il curriculum perche' qui cerchiamo gente con almeno 6 mesi di lavoro specializzato in Inghilterra”””.

Non mi ha nemmeno lasciato il tempo di rispondere e si è allontanata…allora con orgoglio italiano ho voltato le spalle e sono uscita senza replicare ma dentro di me ero delusa più dal suo comportamento che dalla risposta negativa e me ne sono andata e mai come allora ho sperato che una persona così' maleducata, insensibile ed arrogante perdesse il lavoro, non per cattiveria, ma per fare capire a questa gente cosa significa rischiare di dormire per strada per lo piu’ afflitti dalla sconfitta di una risposta cosi' deludente.

Allora risiedevo a Sud Ovest di Londra, in una zona relativamente economica, e un giorno sono entrata guarda a caso dentro Brook Street della zona grazie alla quale (anche grazie al fatto che possedevo il Criminal Record Bureau) ho ottenuto da subito diverse offerte in altrettanti diversi settori lavorativi, dall'invigilator nelle scuole per gli esami GCSE, alla receptionist nelle scuole, al customer service.

Ogni giorno c’era un lavoro diverso!

Il mio primo consiglio e’…se la volonta' c'e', ma il lavoro no...prenditi una giornata ed entra in diverse agenzie interinali.

Non limitarti a quelle posizionate in centro... potreste scontrarvi con una realtà fitta di competitività e rischiare nel caso di esito negativo di essere travolti da un senso di delusione.

Quindi se veramente sei sul lastrico, abbandona il sogno di trovare un lavoro come manager finanziario della city da £.120.000 all'anno , ma comincia con dei lavoretti "fly down" che ti permettano di vivere, affidati alle agenzie di periferia.

Non dimenticarti che l'empatia e la psicologia fanno molto...

Sii positiva, propositiva, sorridente e carina con chi ti fa il colloquio, ma sempre mantenendo la compostezza e la serietà che negli ambienti lavorativi deve essere una regola ferrea (scusate maschietti, non voglio essere di parte, ma noi donne…si si ok…ovviamente includo anche voi ma…io femmena sono!):

 1) Sorridi

 2) Ti faranno compilare un'application form; di' che sei disponibile a fare qualunque lavoro purché serio anche se temporaneo ma che la tua aspirazione rimane soprattutto un lavoro permanente.

 3) Mentre quella parla...bla bla bla...tu continua a sorridere…ovvero a tenere un comportamento positivo.

 4) dille che ti trovi in condizioni poco agiate (anche se a volte sono disastrate) e che hai veramente bisogno di lavorare fin da subito URGENTEMENTE (fai la faccia da disperata ma sii sempre gentile e dignitosa mentre esterni la tua condizione)

 5) non abbandonare il tuo atteggiamento positivo….continua a sorridere

A me l’agenzia interinale mi ha permesso di mangiare e dormire in un posto caldo per 3 mesi, dopodiche', in una bella giornata di maggio, durante una passeggiata, assaporando i profumi della primavera, ho deciso di provare la strategia 2)ovvero la soluzione porta a porta.

Ero positivissima e sorridentissima quel giorno perche' l'atmosfera era frizzante in attesa della stagione estiva e dopo tante peripezie è arrivata l’offerta direttamente da una famosa agenzia immobiliare che mi mi ha proposto di fare una prova il giorno seguente (che sarebbe stato un venerdi’) a quello in cui mi ero presentata. Yu-uuuuu… allora mi sono chiesta: ma allora era cosi' semplice…che rabbia!?

Ta taaaa il lunedi' seguente sono andata a ritirare la MIA nuova automobile aziendale che la società aveva comprato apposta per me ….wow!. Bè wow…insomma…le difficoltà di guidare a sinistra?…ha ha ha lasciamo stare..superate anche quelle!

Dopo aver ingranato (non mi riferivo alla marcia della macchina ma col lavoro…) mi sono arrivate decine di altre proposte lavorative  (oh è sempre cosi’!!!).

Ora fortunatamente ho un nuovo lavoro pagato 3 volte tanto rispetto a quello dell'agente immobiliare…Le cose bisogna costruirsele e soprattutto bisogna dare tempo al tempo, CON UMILTA'…e crederci!

Ah dimenticavo, tappezzo ancora i momenti morti allenando ginnastica artistica ad un gruppo di bambine di 7 anni (lo faccio col cuore come secondo lavoro), ma stavolta sono qualificata e remunerata...

 Se tu che stai leggendo invece sei riuscito a trovare un lavoro da direttore in un'impresa multimilionaria al primo giorno sbarcato a Londra, allora complimentoni, hai vinto la lotteria di capodanno!!!


 
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