|
L'Umilta':
Sono partito
il 16/07/2007 perché mi serviva qualcosa di forte che mi
costringesse a darmi una mossa.
Londra appunto.
Da Palermo mi
sono appoggiato a Easy London che mi garantiva un ostello
e un anno di colloqui.
Questo mi ha
permesso di avere un punto d'appoggio iniziale che ora posso
dire non è indispensabile, ma sicuramente male non fa, soprattutto
psicologicamente e inoltre accorcia i tempi, almeno per
quella che è la mia esperienza.
Quindi appena
sceso dallo Stansted Express sono andato negli uffici della
London Jobs (Easy London e altre agenzie si appoggiano a
loro a quanto ho capito). Qui mi hanno dato l'indirizzo
dell'ostello e del Job Center con cui avevo appuntamento
il giorno dopo.
Gli ostelli sono
sparsi per la città fra zona 1 e 2 e va un po' a fortuna.
A me è andata discretamente.
Il giorno dopo
sono andato allo Job Center dove una ragazza italiana (gentilissima
e pure carina) mi ha fatto un colloquio per testare il mio
livello di inglese e capire le mie eventuali esperienze
(nessuna nel catering , minima nell'hospitality). Dopo di
ciò mi ha fatto un discorso sulla situazione a Londra oggi,
sui polacchi e le difficoltà a trovare lavoro, sul fatto
che non è più come prima sul non perdersi d'animo ecc.
Infatti 25 min
dopo che me ne ero andato mi chiama fissando il mio primo
colloquio per l'indomani. Un bel ristorante in jermyn street
che cercava un commis waiter (aiuto cameriere). Non è andato
e non mi è nemmeno dispiaciuto.
Il giorno dopo
secondo colloquio, un albergo su Hyde Park. Già mi piace
di più. Cercano un night porter e mi prendono!
Insomma, in
tre giorni ho un lavoro, non è poi così male dopotutto!
L'albergo è
bello, quattro stelle, elegante, mi piace, sono in regola,
mi danno il minimo sindacale e poi in quel momento andava
bene di tutto, l'importante era mantenermi per poter restare
a Londra.
Nel frattempo
ho conosciuto di persona un "amico di forum" che mi ha aiutato
parecchio, non fosse altro per la compagnia che è ciò di
cui ho sentito maggiormente la mancanza all'inizio ma anche
praticamente con un sacco di consigli sulla vita londinese.
Grazie "Gandalf"!!
Ora sono passati
quattro mesi, sono diventato receptionist (ma niente aumento)
e vorrei cambiare. In questo albergo praticamente il turnover
è inesistente, pagano meno rispetto alle grandi catene e
possibilmente vorrei smettere di lavorare di notte.
Ho ricominciato
a mandare cv e ho ottenuto un interview con un'azienda che
cercava un corporate receptionist ma non è andata bene,
a dire la verità io stesso mi sono reso conto che il colloquio
non è stato un successo ma è stato utile comunque per capire
come funzionano le interview, cosa chiedono e farmi un'idea
su come rispondere.
Se non altro
è stata la prima, che vada male ci può stare.
Fra qualche ora
ho la prossima, questa volta con l'Hilton, cercano un receptionist
ma di giorno, pagano meno delle aziende ma sicuramente da
più prospettive rispetto all'hotel dove sono adesso.
Incrocio le
dita!
Le cose che ho
capito fin'ora del lavoro a Londra sono:
1- Arrivare senza
la lingua e senza esperienza ti garantisce un lavoro come
lavapiatti in un ristorante italiano a 20 pound a shift,
uno squat con qualche tossico e una buona dose di depressione
iniziale. Non lo consiglio a meno di profonda disperazione
nella terra natia.
2- Con l'esperienza
ma senza lingua si trova sicuramente di meglio, ho amici
che lavorano in regola, guadagnano il minimo sindacale,
magari non sono a contatto col pubblico ma se non ci si
isola in un microcosmo italiano la lingua si impara col
tempo e si può crescere. (anche in questo caso in ristoranti,
fast food et similia)
3- Con la lingua
ma senza esperienza (come me praticamente) si possono trovare
tutta una serie di lavori che non richiedono particolari
skills,ma a contatto col pubblico in alberghi, negozzi,
ristoranti ecc.
4- Se si ha un
buon inglese e un mestiere si trova di tutto.
5- Per lavorare
in ufficio serve un inglese ottimo (non quello da 8 a scuola)
ed esperienza possibilmente (qui conta più dei titoli in
certi casi, specie se stranieri). Un caro amico sta faticando
parecchio a trovare lavoro con la sua laurea in economia
(3+2) e un buon inglese. Spero che tenga duro, il difficile
è cominciare.
6- A meno che
non si arrivi con titoli ed esperienze di un certo livello
bisogna avere l'umiltà di iniziare dal basso, senza la supponenza
italiana dell' "Dott." (qui non si è nemmeno dottori senza
un dottorato-che strano eh?).
7- Per iniziare
servono un po' di soldi ( io direi 1000/1500 pound per mantenersi
mentre si cerca il primo lavoro- prima del primo stipendio
potrebbe passare anche un mese )e la disponibilità a darsi
tempo, non buttarsi giù se non si trova il lavoro della
vita in sei mesi e continuare ad insistere, mandando cv
o meglio portandoli di persona se si cerca nei pub, ristoranti,
negozi ecc. Una certa dose di fortuna. Personalmente credo
che arrivando si debba cercare subito un lavoro qualsiasi
per mantenersi, una casa decente dove vivere e solo in seguito,
con calma cercare di meglio.
8- Non fermarsi,
al primo lavoro, alla prima casa, alla prima difficoltà.
Più passa il tempo, meglio si impara la lingua, più si acquisisce
esperienza più si ampliano le possibilità di lavoro.
E questo è quanto.
Se non vi è passata la voglia di venire, good luck mates!
Ugo Canepa.
|