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Italiani a Londra
Questa settimana ho scoperto una
cosa sconvolgente:
Londra è piena di italiani.
Ma veramente piena, del tipo che
ci sono quartieri popolati solo da italiani e locali frequentati
solo da italiani, e gestiti da italiani.
Ma non solo:
ci sono uffici italiani con impiegati
italiani e manager italiani!
Ho scoperto questo dopo essermi
trovato con mio cugino, recidivo da Londra per 3 anni, che tornato
lo scorso weekend per festeggiare il suo compleanno, ha chiamato
anche gli ultimi italiani che dalla stazione di Turnpike lane
in zona 3 si bevevano il caffè in cucina e magari non avevano
neanche tanta voglia di uscire.
Ci siamo trovati per una mega cena
+ discoteca modello "stanotte non vogliamo vedere inglesi" ed
è stato come vivere in un nuovo universo parallelo, completamente
diverso. Come bere acqua da una bottiglia di fanta. Come se Londra
non fosse più Londra.
Come mi ha preso questa scoperta?
Malissimo.
Ora sulla metrò comincio a guardarmi
intorno con circospezione, con la certezza che ci sia qualche
italiano mimetizzato tra la folla.
A volte si rivelano per lo swatch,
o per lo zaino della seven, a volte ci sono ragazzetti chiaramente
in vacanza che girano in felpe rosa shocking targate A-style o
peggio ancora Playboy con tanto di gigantografia di coniglio sulla
schiena: ecco allora sono decisamente italiani.
Quelli più mimetizzati di tutti
si ritrovano poi al sabato pomeriggio da Tesco o da Sainsbury
nella corsia della cucina italiana, a scegliere tra la passata
Del monte o Buitoni ..
Ma cosa fanno tutti questi italiani
qua? Quanti motivi ci sono per lasciare quello che tutti chiamano
"il bel paese" per Londra?
Dicono che ognuno abbia il suo.
Dicono. Poi magari è lo stesso, se lo scopro ve lo dico.
Ho conosciuto due ragazze italiane
poco più che ventenni, una più esaurita dell'altra, che si trovano
a Londra da 6 mesi facendo le cameriere in un ristorante, pagate
con uno stipendio da fame. Una diceva "Ahh non ce la faccio più
a campare con questo stipendio, non mi riconosco più, per vivere
sono costretta a rubare la carne al supermercato, non ho i soldi
per mangiare.." e l'altra sua amica "anche io ricordo che ero
una brava ragazza, avevo anche 6000 euro sul conto e ora sono
sotto di 1200, la banca mi ha già chiamato..ma il fatto è che
qua non è che viviamo, sopravviviamo, non facciamo niente di male,
nessuno ci può accusare di niente". Neanche Sainsbury immagino.
La cosa mi avrebbe colpito al cuore,
se in quel momento non stessimo tutti tracannando birra a profusione
allo Slug&Lettuce di Soho.
Poverine.. anzi poveritte, soprattutto
perchè mentre io poi sono andato a casa a far la lavatrice loro
andavano al Fabric in Farrington Street a cuccare, oltre che a
farsi, a strafarsi ed infine a farsi fare (ma come sono sboccato..forse
anche io non sono già più un bravo ragazzo).
Di certo esiste un tipo di italiani
che a Londra vengono per fare la vita che a casa non possono fare,
in questo particolare caso senza l'insidia del padre (ho poi scoperto
che il padre di una di loro era un ricco manager proprietario
di 3 concerie in Italia Cina e Stati Uniti) che ti bacchetta per
la vita sfrenata che tu vuoi ma lui non vuole per te, pertanto
vengono, e non fanno altro che cercare un sostituto dell'Italia
con italiani al seguito.
Poi ci sono quelli come la mia
Roommate Manuela: la parola d'ordine è: "Alla larga dagli italiani".
Cito testualmente -Matteo mi raccomando, stai attento qua a Londra,
evita le brutte persone ma sopratutto evita gli italiani!-.
Forse che abbiamo due amiche in
comune?
Ad ogni modo, l'esperienza paga,
così a naso penso che le darò retta. A naso..oh oh che simpatico
ho fatto anche la battuta. Cmq decisamente mi rattrista pensare
che ci sia gente che a 20 anni ha bisogno della mamma o del papà
per ricordargli quale sia il confine tra il bene ed il male, che
sia sottile sono d'accordo, ma passarlo così grossolanamente...e
Londra qua non fa altro che amplificare i tuoi desideri, vuoi
10 e ti da 100, devi saperti anche controllare.
Poi ugnuno faccia la sua vita.
Siamo a Londra per avere la vita che l'Italia (o gli italiani)
non ci hanno dato, dopotutto.
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