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Pure morning
La vita è strana, è imprevedibile,
e soprattutto non smette mai di stupire.
A volte sottovalutiamo il potere
di un singolo momento, il momento che cambia la giornata, la settimana,
o magari la vita.
Torniamo al mio scorso weekend di
modo che vi possa raccontare quello che è successo.. Venerdì sera
sono uscito di casa dicendo a Manuela .
"Esco per un caffè da Starbucks"
Pensavo di andare a Regent's Street,
sedermi comodamente su di un divano sorseggiando il mio caffe
mocha e di dirigermi di lì a poco nuovamente a casa, ed invece
la vita ha deciso che alla fermata del bus dovevo conoscere un
gruppo di ragazzi decisamente fuori dalle righe, che tornavano
dal concerto delle Scissor Sisters in Wembley Arena (e già il
tipo di concerto che questi sono andati a vedere la dice lunga
sullo stato fisico e mentale di questi individui).
Comunque, si sa che i bus notturni
a Londra arrivano un po' come i raffreddori in Kenya, e difatti
prima che il mio bus arrivasse avevo talmente fatto conoscenza
con questi che alla fine ho mandato a cagare il mio bus e sono
andato ... in casa con loro a festeggiare il compleanno di un
loro amico!
Alcuni potranno dire che sono stato
un pazzo ad andare a casa di gente che non conoscevo minimamente,
mentre altri avrebbero potuto dire che bisogna essere dei pazzi
per portare a casa qualcuno che si è appena conosciuto alla fermata
del bus, ma in realtà penso che bisogna essere pazzi per vivere
una vita correndo su binari e considerando tutti quelli che ci
circondano come alieni, quando gli altri sono persone come noi,
che si alzano la mattina per andare a lavorare, che ridono piangono
e combattono per un piccolo ritaglio di felicità.
Ma non solo: è stato incredibile
scoprire come persone alle quali dai fiducia "sull'istinto" si
rivelino essere esattamente quello che ti aspettavi, mentre persone
che ti vengono presentate in pompa magna da amici di fiducia si
rivelano poi essere persone orrende, superficiali e pure con stili
di divertimento spinti ben oltre il funghetto trallallà, ogni
riferimento agli amici di mio cugino è puramente casuale.
Torniamo ai miei nuovi "amici" raccattati
dal bordo della strada, e al mio arrivo alla loro casa:
Descrizione della casa di questi,
in zona 2 di Londra: 3 Piani, 10 inquilini, 1 megasoggiorno adibito
ad uso comune, 1 cucina, 2 bagni, 2 gatti. In quella camera da
letto eravamo in 10:
A parte io che ero ovviamente l'unico
italiano, c'era una ragazza francese con il suo ragazzo inglese,
uno studente universitario algerino, una cameriera spagnola, due
omosessuali portoghesi che facevano coppia, un messicano manager
di un ristorante, e per finire un viado brasiliano e il suo marito!
Mi sono quindi ritrovato in un
autentico "circolo culturale", un'impagabile immersione di punti
di vista e mentalità così diverse sul nostro mondo, e portate
da esponenti di estrazione culturale e mentale di diverse parti
del mondo, ognuno a Londra perchè deluso dalla propria nazione
e ognuno a suo modo aperto come un libro a tutti gli altri ..
E' stato un accordo di violini,
un viaggio verso lo spazio infinito, un saltare dalla politica
italiana all'origine delle magliette francesi a righe rosse e
nere, a come gestire un ristorante a Londra, alla croce di Swarovski
del Madonna Confession Tour 2006, al luogo comune del Brasile
come paese del calcio e del carnevale.
Il nostro "viaggio" spirituale senza
droghe, dal quale mi ero promesso di scendere prima delle 2, in
realtà ci ha portato tutti alle 6 del mattino in cucina a tostare
fette di pan-carrè con la Nutella, e di lì a poco sul pullman
verso London Bridge, dove ci saremmo separati, e durante il lento
rientro dal finestrino vedevamo il sole farsi spazio attraverso
l'ormai flebile notte londinese..
Poi una volta giunti alla stazione
di London Bridge erano quasi le sette e così ci siamo detti:
Ma perchè aspettare il secondo pullman
per andare a casa se alle sette e mezza apre la metro?
Ed è così che abbiamo salutato
la fine di una notte speciale seduti fuori dalla stazione di London
Bridge, mentre mangiavamo delle briosche al cioccolato appena
sfornate e sorseggiavamo un fumante caffelatte, e come dei perfetti
barboni ci stringevamo per il freddo socchiudendo gli occhi davanti
ai primi raggi del sole che ci accarezzavano il viso ..
e quello è stato il mio pure morning,
ed è stato fantastico e avrei voluto che quel momento non finisse
mai, perchè sapevamo che ognuno di noi nel contesto della società
da cui proveniva era solo un disadattato, ma in quel momento,
seduti insieme e con la schiena contro la saracinesca della stazione,
stretti dalla morsa del freddo, eravamo un invidiabile gruppo
di amici insediati con successo in una capitale straniera.
E nondimeno, finalmente adattati.
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