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Londra...


Bella città, ricca di cultura...e di culture, ma soprattutto ricca di opportunità.

Bene, a questo punto scatta la mia polemica ed arrabbiata domanda: di quali opportunità si parla in realtà?


In Italia si sente parlare della famosa "fuga dei cervelli in Inghilterra", ma questi cervelli dove sono?

Beh, si nascondono proprio bene, perchè in tre anni passati nella capitale britannica di cervelli ne ho incontrati tanti, ma tutti frustrati come il mio!


Sono arrivata a Londra nel lontano dicembre 2004, piena di speranze e curiosità, con una bella laurea in lingue e tanta fiducia in me stessa, e oggi 5 maggio 2007 per me non è cambiato assolutamente niente.


Quello in cui credo io, fermamente, è che qui a Londra la possibilità di lavoro è tanta, ma solo ed esclusivamente in un unico settore, e cioè il retail, il che è positivo se sei appena arrivato e non hai la cosidetta "esperienza" che qui viene richiesta, ma se come me di esperienza ormai ne hai, quel settore comincia ad esserti stretto.


Mi si dice " vai nelle agenzie di lavoro, porta il tuo cv, qui funzionano benissimo!", ed io ci sono andata, ma l'univoca risposta è stata " just log on our web site", ed io l'ho fatto, in almeno 45 web sites, ma niente di niente... di niente.


Mi sono chiesta se fossi io a sbagliare settore al quale mandare applications, e quindi ho cominciato a ridirezionare la ricerca, e credetemi le ho provate tutte, office, reception, aviation, ogni porta mi è stata chiusa...anzi non mi si è neanche aperta!


Se fossi in Italia forse a questo punto scatterebbe la "miracolosa raccomandazione" che non mi renderebbe fiera ma quantomeno mi darebbe la possibilità del tanto agognato posto fisso, per il quale nel nostro bel paese tutti sono disposti a versare cospicue "mazzette", sta di fatto che io sono a Londra e non a Napoli, che amo lottare per ottenere le cose, ma soprattutto che la mazzetta non me la posso proprio permettere.


E così riparte la mia avventura, dallo stesso punto in cui è cominciata, alla ricerca di un lavoro migliore, e lavorando nel retail per sopravvivere.


Quanti di voi leggendomi hanno rivisto la propria storia?


Sono sicura tantissimi...ed io voglio dar voce a tutti voi che come me si battono ogni singolo giorno per far sapere al mondo che esistono, senza chiedere aiuto a nessuno, e guardando in piena faccia la propria rabbia e frustrazione.


Quando passeggiate per le strade del centro, guardatevi intorno, troverete i vari costa o nero pieni di italiani, la maggior parte di loro con una laurea e la voglia di affermarsi, ma chissà perchè tutti a fare il caffè per i vari english managers

.Dopo un lungo periodo di ricerca estenuante e di adattamento una delle tante porte, che come vi dicevo non mi si aprivano mai, mi si è aperta!


Non immaginate la gioia e l'entusiasmo quando ho ricevuto la fatidica chiamata, per un'application form fatta solo pochi giorni fa online, da un'angenzia di reclutamento di Luton che voleva incontrarmi per un colloquio.

Io mi ci sono precipitata, piena di speranze, ma era tutto troppo bello e facile per essere vero...difatti ho scoperto che era una posizione temporanea presso una rinomata compagnia aerea(di cui non farò il nome), che in visione di una futura chiusura del suo call centre, sta assumendo attraverso agenzie locali, personale temporaneo...senza nessun diritto e con tantissimi doveri!

Ebbene, indovinate un po? Mi hanno assunta.


Dovrei essere felice? Credetemi non lo so, certo è un modo per fare esperienza, per ampliare il mio curriculum e soprattutto per uscire dall'ormai "well known" retail...ma il contratto dice chiaramente che potrei essere "dismissed" anche domani, qualora il mio ruolo non fosse più integrante...


Ma io sono napoletana, e da buona esponente della mia città, ho accettato, perchè ho una visione un po distorta della realtà; a Napoli come dicevo precedentemente, se sei in gamba e possiedi un titolo di studio non lavori, a meno che non conosci il politico di turno o hai soldi per versare mazzette nelle mani di chi specula sulla disperazione, e così vista la blanda occasione offertami non ho potuto che accettare.


Data la notice al mio lavoro fisso precedente, mi sono immersa a capofitto in questa nuova avventura, quaranta ore settimanali, un quotidiano, lungo viaggio da Londra a Luton ed ovviamente le spese di viaggio, che la rinomata compagnia aerea paga solo al 50%.

Ne valrà la pena?

Non chiedetemelo, perchè non lo so...la sola cosa certa che posso dirvi è che ancora una volta per noi, londoners italiani, tutto è più difficile e qualora pare aprirsi uno spiraglio, c'è sempre un rischio da correre...ed io che sono una coraggiosa esponente della categoria non posso che correrlo!


 
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